Il 4 giugno a Open Casello un workshop partecipativo con Paola Bruno, fotografa documentarista, in cui una foto legata allo sport diventa il primo filo di una ragnatela fatta di memoria, ascolto, relazione e benessere psicofisico.
Milano, 28maggio 2026 – Che cosa resta dello sport quando la gara è finita? Spesso una fotografia. Perché una fotografia non conserva solo un’immagine: ferma un momento del racconto, trattiene un gesto, restituisce un’appartenenza, riapre una memoria. È da qui che parte Ricordi in Movimento, l’iniziativa con cui MindLeague porta nel palinsesto OFF del Milano Film Fest 2026 il proprio lavoro sul benessere psicofisico nello sport, in programma giovedì 4 giugno, dalle 11:00 alle 17:00, presso Open Casello, in Piazzale Antonio Cantore 14 a Milano, spazio gestito dal Comune di Milano Giovani.
L’appuntamento sarà guidato da Paola Bruno, fotografa documentarista, che insieme a MindLeague porta al festival la metodologia La Ragnatela: un dispositivo visuale e partecipativo capace di trasformare fotografie, fili e racconti personali in una installazione fisica e relazionale.
La richiesta ai partecipanti è volutamente semplice: portare con sé una fotografia legata allo sport. Non necessariamente un autoritratto. Può essere una squadra, un campo, un allenamento, un corpo in movimento, un momento apparentemente piccolo che però continua ad avere qualcosa da dire. Non serve una fotografia perfetta. Serve una fotografia che abbia una storia.
Da quella immagine partirà un lavoro di ascolto attivo e condivisione. Le foto raccolte formeranno una Ragnatela Reale, un’installazione visiva che renderà visibili legami, memorie e narrazioni cinestetiche: storie che passano dal corpo, dal movimento, dall’esperienza vissuta. In un tempo in cui la connessione è spesso digitale, rapida, continua, Ricordi in Movimento propone un gesto quasi controcorrente: incontrarsi fisicamente, consegnare una fotografia, ascoltare il racconto di un’altra persona, costruire insieme una trama.
Il valore dell’iniziativa è proprio qui: portare il tema del benessere psicofisico nello sport fuori dal linguaggio tecnico e dentro un’esperienza culturale accessibile, concreta, attraversabile. MindLeague lavora sul benessere psicofisico nelle ASD, le Associazioni Sportive Dilettantistiche, e sulle competenze degli insegnanti della scuola pubblica, cioè nei luoghi dove lo sport accade ogni giorno: palestre, campi, spogliatoi, gruppi squadra, relazioni tra allenatori, atleti e famiglie. Spazi pieni di energia, ma anche di emozioni, aspettative, pressioni e fragilità spesso poco nominate.
Con Ricordi in Movimento, lo sport non resta chiuso nella prestazione. Si apre alla memoria, all’identità, all’appartenenza: diventa un modo per parlare di sé e, soprattutto, per ascoltare l’altro. È un passaggio importante, soprattutto oggi, mentre lo sport giovanile è chiamato a confrontarsi non solo con risultati, allenamenti e classifiche, ma anche con abbandono, pressione emotiva e bisogno di relazione.
In Italia, nel 2024, il 25,4% della popolazione – dai 3 anni in su – ha dichiarato di aver interrotto la pratica sportiva esercitata in passato; tra i giovani tra i 10 e i 24 anni, l’abbandono riguarda più le ragazze dei ragazzi, con il 21,6% contro il 15,1%.
Dentro questi numeri non ci sono solo dati sportivi. Ci sono storie, corpi che si fermano, appartenenze che si interrompono, relazioni educative che possono essere perse o ricostruite.
Per questo una fotografia legata allo sport può diventare molto più di un ricordo: può aprire una conversazione su ciò che lo sport lascia, su ciò che aiuta a costruire, su ciò che a volte non riesce ancora ad accogliere.
Il tema non è marginale. Secondo UNICEF, a livello globale 1 adolescente su 7 tra i 10 e i 19 anni convive con un disturbo mentale diagnosticato; il Ministero della Salute ricorda inoltre che bambini e adolescenti tra i 5 e i 17 anni dovrebbero raggiungere in media almeno 60 minuti al giorno di attività fisica moderata-vigorosa. Lo sport, quindi, non può essere letto solo come attività motoria: è anche un luogo di prevenzione, relazione, ascolto e crescita.
La metodologia La Ragnatela, ideata da Paola Bruno nel 2019, è già stata sperimentata in diversi contesti comunitari, tra cui borghi, scuole e istituti penitenziari. Applicata allo sport, apre una riflessione nuova sul rapporto tra corpo, immagine, movimento, memoria ed empatia.
La presenza di MindLeague nel palinsesto OFF del Milano Film Fest 2026 assume così un significato più ampio: portare dentro un contesto culturale e cinematografico il lavoro sul benessere psicofisico che il progetto sviluppa nei luoghi dello sport quotidiano. Cinema, fotografia e sport parlano linguaggi diversi, ma qui si incontrano su un terreno comune: il corpo che ricorda, l’immagine che custodisce, la relazione che può nascere da un racconto condiviso.
L’iniziativa si rivolge a giovani, allenatori, educatori, famiglie, professionisti dello sport, operatori sociali, studenti e cittadini interessati a vivere un’esperienza partecipativa diversa.
Non è necessario restare per tutta la durata del workshop: i partecipanti potranno arrivare nel momento più comodo e attraversare l’esperienza con i propri tempi.
Al termine del Festival, MindLeague prevede la realizzazione di un report fotografico e di una relazione sull’esperienza e sui feedback raccolti, con l’obiettivo di modellare un approccio replicabile in altre iniziative sociali, educative e sportive.
Ricordi in Movimento
4 giugno 2026
Dalle 11:00 alle 17:00
Open Casello
Piazzale Antonio Cantore 14, Milano
Evento OFF Milano Film Fest 2026
Iscrizione obbligatoria: Modulo di iscrizione Ricordi in Movimento
Il contributo richiesto è simbolico e cautelativo, pensato per garantire l’effettiva partecipazione al workshop.
Porta con te una fotografia legata allo sport. Potrebbe diventare il primo filo di una storia condivisa. Il 4 giugno, a Milano, tessiamo insieme una ragnatela di memoria, movimento e relazione.
Nota per le redazioni
Sono disponibili materiali fotografici e possibilità di intervista con il team MindLeague e con Paola Bruno, fotografa documentarista e co-organizzatrice dell’iniziativa.
Contatti stampa
Erica Simone
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